Ciao a tutti, cari amici della conoscenza e aspiranti professionisti! Sono qui per condividere con voi un argomento che tocca da vicino il cuore di molti di noi che sognano di fare la differenza nel servizio pubblico: la complessità e le sfide dei concorsi per la Pubblica Amministrazione.

Ammettiamolo, l’idea di un posto fisso e la possibilità di contribuire al bene comune è un richiamo forte, ma il percorso per arrivarci, a volte, può sembrare una vera montagna da scalare, piena di insidie e incertezze.
Negli ultimi anni, ho avuto modo di confrontarmi con tantissime persone, proprio come voi, alle prese con manuali, simulazioni e le notti insonni passate a studiare.
Ho visto i loro successi, le loro frustrazioni e le loro strategie, e posso dirvi che il panorama è in continua evoluzione, con una richiesta crescente di competenze specifiche e un approccio sempre più mirato.
Parliamoci chiaro: chi non ha mai pensato, almeno una volta, “ma quanto è difficile entrare nella Pubblica Amministrazione?”. Con il recente rinnovo dei concorsi, l’introduzione di nuove prove preselettive e l’attenzione sempre maggiore alle soft skills, la preparazione non è mai stata così cruciale e sfidante.
Molti esperti del settore e anche alcuni miei colleghi che ci sono passati, concordano sul fatto che la concorrenza è sempre più agguerrita e le prove richiedono una preparazione a 360 gradi, non solo sulle materie giuridiche o economiche, ma anche su logica, inglese e informatica.
Non è solo una questione di studio intenso, ma anche di strategia, resilienza e una buona dose di consapevolezza su cosa ci aspetta. La Pubblica Amministrazione italiana è in una fase di profonda trasformazione digitale e organizzativa, il che si riflette inevitabilmente anche nelle selezioni del personale.
È un percorso che richiede dedizione, ma che, se affrontato con le giuste armi, può portare a grandi soddisfazioni. Ma come si fa a navigare in questo mare di decreti, bandi e scadenze?
E soprattutto, qual è il vero grado di difficoltà di questi esami? Sulla base della mia esperienza e delle testimonianze raccolte, posso assicurarvi che ci sono aspetti che tendono a mettere in crisi anche i più preparati.
Cerchiamo di capire insieme quali sono i nodi cruciali da sciogliere, gli errori da evitare e le strategie vincenti per affrontare al meglio questa impegnativa avventura.
In questo articolo, analizzeremo a fondo il livello di difficoltà dei concorsi per la Pubblica Amministrazione e vi svelerò alcuni trucchi del mestiere.
Continuate a leggere per scoprire tutti i dettagli.
Affrontare la Marea di Candidati: La Prima Vera Sfida
Il Numero Impressionante di Iscritti e la Scrematura Iniziale
Amici miei, parliamoci chiaro: la prima cosa che salta all’occhio quando si decide di intraprendere questa avventura è il numero spropositato di persone che, proprio come noi, tentano la fortuna.
Mi ricordo ancora la prima volta che ho visto un bando per un concorso molto ambito: migliaia, a volte decine di migliaia di candidature per una manciata di posti.
È una sensazione che può scoraggiare, lo so bene. Quando ho preparato il mio primo concorso, mi sentivo un granello di sabbia in una spiaggia immensa.
La fase preselettiva, con i suoi quiz logico-attitudinali e di cultura generale, è una vera e propria macchina da guerra per scremare il campo. Non è solo questione di rispondere correttamente, ma anche di velocità e precisione.
Ho visto persone preparatissime sulle materie specifiche cadere qui, proprio perché sottovalutavano l’importanza di allenare la mente a ragionare sotto pressione e a gestire il tempo.
Molti si concentrano subito sul diritto amministrativo o costituzionale, e poi si trovano spiazzati di fronte a un quesito di logica numerica che, magari, non vedevano dai tempi della scuola.
È un errore che ho commesso anch’io inizialmente, credetemi, e che mi è costato caro.
L’Importanza di una Preparazione Mirata sin dalla Preselezione
Per questo, l’esperienza mi ha insegnato che non si può lasciare nulla al caso. La preparazione per la preselezione non è una “roulette russa”, ma una parte integrante e fondamentale del percorso.
Bisogna dedicare tempo e risorse a simulazioni costanti, a test di logica, a ripassare la grammatica italiana e a rinfrescare l’inglese. Ho notato che chi si approccia con questa mentalità, considerandola una prova a tutti gli effetti e non un semplice “filtro”, ha un vantaggio enorme.
È come un allenamento per una maratona: non puoi pensare di vincere se non hai fatto prima gli scatti e le sessioni di resistenza. Molti credono che basti studiare i quiz a memoria, ma vi assicuro che la logica dietro le domande cambia e si evolve.
È necessario capire i meccanismi, non solo imparare le risposte. È lì che si fa la differenza, tra chi ci prova e chi entra davvero. Ricordo un amico che, per un concorso al Ministero della Giustizia, aveva dedicato mesi solo alla preselezione, utilizzando app e piattaforme online specifiche.
Tutti lo prendevano in giro, ma indovinate chi è passato al secondo step? Esatto.
Il Labirinto delle Norme: Dove la Memoria non Basta
La Vastità e la Continua Evoluzione del Quadro Normativo Italiano
Se c’è una cosa che mi ha sempre colpito dei concorsi pubblici, è la vastità e la complessità delle materie giuridiche. Non parliamo solo di Diritto Amministrativo o Costituzionale, che sono i pilastri, ma anche di contabilità pubblica, diritto dell’Unione Europea, normativa anticorruzione, trasparenza e chi più ne ha più ne metta!
Sembra quasi che ogni Ministero, ogni Ente, abbia un suo set di regole speciali che si aggiungono al già corposo quadro generale. E la cosa più difficile?
Queste norme non stanno mai ferme! Decreti-legge, modifiche, abrogazioni… è un flusso continuo.
Mi ricordo notti intere passate a confrontare edizioni diverse dei manuali perché il testo di legge di riferimento era cambiato proprio a ridosso dell’esame.
È frustrante, lo so. Ma è la realtà con cui dobbiamo fare i conti. Non è solo questione di avere una buona memoria, ma di sviluppare una vera e propria “forma mentis” giuridica che ti permetta di interpretare, collegare e applicare le norme, anche quelle più recenti o meno conosciute.
Oltre la Teoria: Il Problema dei Casi Pratici e delle Nuove Prove
Negli ultimi anni, ho notato una tendenza sempre più marcata ad abbandonare la mera riproduzione mnemonica a favore di prove orientate alla risoluzione di casi pratici.
Non si tratta più solo di sapere “cosa dice la legge”, ma di capire “come si applica in una situazione concreta”. E qui, cari amici, casca l’asino per molti!
Ho visto candidati brillantissimi nella teoria andare in crisi di fronte a un quesito che richiedeva di argomentare una soluzione a un problema amministrativo reale.
È un cambio di paradigma che richiede un approccio diverso allo studio: non basta leggere e sottolineare, bisogna ragionare, fare schemi logici, simulare processi decisionali.
Questo tipo di prove, spesso sotto forma di elaborati scritti o persino di colloqui simulati, mette a dura prova non solo la conoscenza, ma anche la capacità di analisi critica e di sintesi.
È qui che emerge la vera differenza tra un semplice studente e un futuro professionista capace di operare attivamente nella Pubblica Amministrazione.
Sviluppare le Competenze Trasversali: Il Nuovo Paradigma
L’Ascesa delle Soft Skills: Collaborazione, Problema Solving e Comunicazione
Se prima bastava essere un “pozzo di scienza” per superare un concorso, oggi il panorama è decisamente cambiato. La Pubblica Amministrazione moderna cerca persone complete, non solo esperti di norme.
Ho sentito spesso, negli ultimi bandi, l’accento su quelle che chiamiamo “soft skills”: la capacità di lavorare in squadra, di risolvere problemi in modo creativo, di comunicare in modo efficace, di sapersi adattare ai cambiamenti.
Ed è qui che molti, soprattutto i più giovani, si trovano un po’ spiazzati. Ci siamo abituati a studiare sui libri, ma chi ci ha mai insegnato a gestire un conflitto o a fare una presentazione coinvolgente?
L’esperienza mi ha dimostrato che queste competenze, spesso valutate attraverso colloqui o test situazionali, possono fare la differenza tra due candidati con pari preparazione tecnica.
È un aspetto che va coltivato attivamente, magari partecipando a workshop, corsi di public speaking o semplicemente imparando a osservare e ad ascoltare con più attenzione nelle interazioni quotidiane.
Le Competenze Digitali: Non Più un Plus, ma un Must
Un altro fronte cruciale è quello delle competenze digitali. Con la trasformazione digitale della PA, non si può più pensare di cavarsela con la conoscenza base del pacchetto Office.
Ho notato che sempre più bandi richiedono una dimestichezza avanzata con strumenti di collaboration online, piattaforme per la gestione documentale, o persino basi di data analytics.
Non si tratta di diventare degli informatici, ma di sapersi muovere agilmente in un ambiente di lavoro sempre più dematerializzato e interconnesso. Questo è un campo dove l’autoformazione gioca un ruolo fondamentale.
Personalmente, ho imparato moltissimo seguendo tutorial online gratuiti o iscrivendomi a corsi e-learning specifici. È un investimento di tempo che ripaga enormemente, non solo per il concorso, ma per tutta la futura carriera professionale.
Ricordate, la PA del futuro è digitale, e noi dobbiamo esserlo con lei!
La Gestione del Tempo e dello Stress: Nemici Silenziosi
Il Peso della Pressione e le Insidie della Procrastinazione
Ah, il tempo! Il nostro bene più prezioso e, allo stesso tempo, il nostro carnefice in questa corsa ai concorsi. Quante volte ci siamo trovati a guardare il bando, a calcolare i mesi che ci separavano dalla prova e a pensare “ce la farò, ho tutto il tempo del mondo!”?
E quante volte ci siamo ritrovati all’ultimo minuto con l’acqua alla gola, sommersi da mille cose da studiare e con la sensazione di non aver concluso nulla?
La gestione del tempo è una delle sfide più grandi, credetemi. E poi c’è lo stress. La pressione di una prova che può cambiare la tua vita, l’ansia da prestazione, la paura di deludere le aspettative altrui o le proprie.
Tutto questo si somma, creando un mix esplosivo che può compromettere anche la preparazione più solida. Ho visto persone preparatissime avere un “blackout” durante l’esame per il troppo stress.
È un aspetto psicologico che non va assolutamente sottovalutato e che richiede strategie specifiche per essere gestito al meglio.
Tecniche Efficaci per Organizzare lo Studio e Mantenere la Serenità
Come ho fatto io e come vedo fare a molti che superano queste prove? Innanzitutto, una pianificazione ferrea ma flessibile. Creare un calendario di studio dettagliato, ma essere pronti ad adattarlo in base alle esigenze.
Piccoli obiettivi quotidiani, piuttosto che un enorme obiettivo finale. E poi, le pause! Non sottovalutate mai l’importanza di staccare la spina, di fare attività fisica, di dedicare tempo a voi stessi e ai vostri affetti.

L’efficienza non è data solo dal numero di ore passate sui libri, ma dalla qualità di quelle ore. Tecniche di respirazione, mindfulness o anche solo una passeggiata all’aria aperta possono fare miracoli per la mente.
Un trucco che ho imparato è stato quello di simulare l’ambiente d’esame: provare a fare i quiz con il cronometro, in un luogo silenzioso, per abituarsi alla pressione.
Un amico mi ha raccontato che si allenava in biblioteca con cuffie anti-rumore e sveglie impostate, per ricreare la sensazione del giorno dell’esame. Sembra esagerato, ma funziona!
Il Ruolo Cruciale della Motivazione e della Resilienza
Mantenere Alta la Fiamma: Gli Alti e Bassi della Preparazione
Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni di blog e di confronto con aspiranti dipendenti pubblici, è che la motivazione è il vero motore di tutto.
È facile partire con il piede giusto, pieni di entusiasmo e di buone intenzioni. Ma poi arrivano i momenti difficili: una materia che non entra, un quiz che non riusciamo a capire, la stanchezza, la routine che ci schiaccia.
È in questi momenti che molti mollano. E non parlo di chi non studia, ma di chi è preparatissimo, ma si arrende alla prima difficoltà psicologica. Ho visto troppe persone abbandonare a un passo dal traguardo, semplicemente perché non avevano più la forza mentale di andare avanti.
È un vero peccato, perché la costanza e la capacità di rialzarsi dopo una caduta sono, a mio parere, altrettanto importanti della conoscenza pura. La strada verso un posto nella PA è una maratona, non uno sprint.
Resistere agli Ostacoli e Imparare dai Fallimenti
La resilienza, quella capacità di superare le avversità e di uscirne più forti, è un’arma potentissima. E non pensate che io non abbia avuto i miei momenti di sconforto!
Ogni volta che ho fallito un concorso, e ne ho falliti, mi sono chiesto se ne valesse davvero la pena. Ma poi ho capito che ogni fallimento è un’opportunità di imparare.
Ho analizzato gli errori, ho cercato di capire cosa non aveva funzionato, ho chiesto consigli a chi ce l’aveva fatta. Ho trasformato la frustrazione in benzina per ripartire con più grinta.
È fondamentale avere un “perché” forte, un motivo che ci spinga a non mollare. Che sia il sogno di un lavoro stabile, il desiderio di contribuire al bene comune, o la semplice soddisfazione personale, quel “perché” deve essere il vostro faro nei momenti bui.
Non vi aspettate che sia facile, ma sappiate che ogni sforzo è un passo in più verso il vostro obiettivo.
Strategie Vincenti: Dal Bando al Bivio dell’Orale
Analizzare il Bando e Scegliere i Materiali Giusti
Ogni concorso è un mondo a sé, e il primo passo fondamentale è un’analisi maniacale del bando. Lì è scritto tutto: le materie, il tipo di prova, i criteri di valutazione, le scadenze.
Sembra banale, ma ho visto tantissime persone prepararsi male semplicemente perché non avevano letto attentamente il “regolamento del gioco”. Dopo aver compreso le richieste specifiche, la scelta dei materiali di studio è cruciale.
Non basta comprare “il manuale del concorso X”, bisogna valutare la qualità, l’aggiornamento, la chiarezza espositiva. Io, per esperienza, preferisco integrare sempre più fonti: un manuale completo, una raccolta di quiz commentati, magari un testo più specifico per una materia ostica.
Non accontentatevi della prima cosa che trovate, investite tempo nella ricerca dei migliori strumenti. E attenzione, spesso il programma è generico, ma la giurisprudenza più recente o le novità normative possono fare la differenza.
Simulazioni Costanti e Ripassi Strategici
Una volta individuati i materiali e impostato il piano, la chiave del successo sta nella pratica costante. Le simulazioni delle prove scritte, orali e preselettive sono irrinunciabili.
Non aspettate l’ultimo minuto, iniziate subito a mettervi alla prova. Cronometratevi, cercate di ricreare le condizioni d’esame. E non abbiate paura di sbagliare!
Ogni errore è un’opportunità per imparare e per affinare la vostra preparazione. Per quanto riguarda i ripassi, ho scoperto che non basta rileggere passivamente.
Utilizzate tecniche di memorizzazione attiva: mappe concettuali, schemi riassuntivi, flashcard. Spiegate le materie ad alta voce a voi stessi o a un compagno di studi.
Ricordo un gruppo di studio che faceva vere e proprie “interrogazioni” a vicenda, simulando l’esame orale. Sembrava di essere all’università, ma è stato incredibilmente efficace!
| Fase del Concorso | Difficoltà Principale | Competenze Richieste | Consigli di Preparazione |
|---|---|---|---|
| Preselezione | Numero elevato di candidati, tempo limitato | Logica, Attitudine, Cultura Generale, Inglese, Informatica | Simulazioni costanti, focus su velocità e precisione |
| Prova Scritta | Vastità e specificità delle materie giuridiche, casi pratici | Conoscenza approfondita, capacità di analisi e sintesi, problem solving | Studio critico, esercitazioni su tracce d’esame, attualità normativa |
| Prova Orale | Gestione dello stress, capacità espositive, interazione con la commissione | Comunicazione efficace, padronanza delle materie, pensiero critico | Simulazioni di colloquio, allenamento a esporre concetti, aggiornamento |
Il Futuro dei Concorsi: Verso una PA Più Agile e Competitiva
Le Nuove Tendenze: Digitalizzazione e Innovazione nei Processi di Selezione
Ho una sensazione forte, basata su quello che vedo e sento nel settore: i concorsi per la Pubblica Amministrazione sono in continua evoluzione. Non aspettatevi che siano sempre uguali, anno dopo anno.
La digitalizzazione sta giocando un ruolo sempre più centrale. Pensiamo solo alle piattaforme online per la presentazione delle domande, ai test informatizzati, ai colloqui da remoto.
Tutto questo non è solo una moda, è una necessità per rendere i processi più efficienti e trasparenti. Mi aspetto che in futuro ci sarà una maggiore integrazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale per la valutazione di alcune competenze, magari per l’analisi dei curriculum o per la somministrazione di test adattivi.
Questo significa che anche noi, come candidati, dobbiamo essere pronti ad adattarci a questi nuovi scenari, non solo nello studio delle materie, ma anche nell’approccio alle tecnologie.
Un Investimento sul Futuro: La PA che Vogliamo Costruire
E allora, vale la pena affrontare tutta questa fatica? La mia risposta, forte e chiara, è sì! Entrare nella Pubblica Amministrazione oggi non significa solo avere un posto fisso, ma entrare a far parte di un motore di cambiamento per il nostro Paese.
La PA italiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione, e ha bisogno di energie fresche, di menti brillanti e di persone motivate. Non si tratta solo di applicare regole, ma di innovare, di proporre soluzioni, di migliorare i servizi per i cittadini.
È una missione che mi entusiasma e che, credo, dovrebbe entusiasmare anche voi. Vedo nei corridoi della PA che frequento un’aria diversa, una voglia di fare che prima era meno evidente.
E voi, con la vostra preparazione, le vostre competenze e la vostra passione, potete essere parte attiva di questo rinascimento. Non è solo un lavoro, è un’opportunità per lasciare il segno e contribuire a costruire un’Italia migliore.
Forza, il vostro posto vi aspetta!
Conclusioni
Ed eccoci qui, amici! Spero davvero che queste mie riflessioni, basate su anni di osservazione e, sì, anche su qualche scivolone personale, vi siano state utili. Ricordo ancora l’ansia mista a speranza che provavo ogni volta che mi accingevo a un nuovo concorso. È un percorso tortuoso, pieno di sfide e momenti di sconforto, ma vi assicuro che la soddisfazione di raggiungere l’obiettivo ripaga di ogni fatica. La chiave è non mollare, credere in sé stessi e approcciarsi a questa avventura con la giusta mentalità, come un vero e proprio viaggio di crescita personale. La Pubblica Amministrazione ha bisogno di voi, del vostro entusiasmo e delle vostre idee.
Consigli Utili da non Dimenticare
1. Non date mai per scontata la fase di preselezione: dedicatele tempo e attenzione, esercitatevi con costanza sui quiz di logica e cultura generale. È il primo ostacolo e può fare una grande differenza fin da subito.
2. Aggiornatevi continuamente sulle novità normative. Le leggi cambiano, si evolvono, e rimanere al passo è fondamentale non solo per l’esame, ma anche per la vostra futura professionalità. Consultate Gazzette Ufficiali e portali giuridici specializzati.
3. Coltivate le vostre soft skills: la capacità di comunicare, di lavorare in team e di risolvere problemi sono sempre più richieste. Partecipate a workshop, leggete libri sull’argomento, mettetevi alla prova in contesti diversi dallo studio puro.
4. Gestite il vostro tempo e lo stress in modo proattivo. Create un piano di studio realistico, includete pause e momenti di svago. La vostra salute mentale è preziosa quanto la vostra preparazione, non trascuratela mai!
5. Non abbiate paura di chiedere aiuto o di studiare in gruppo. Confrontarvi con altri, condividere dubbi e strategie può arricchire enormemente il vostro percorso e darvi una spinta in più quando vi sentite demotivati.
Punti Essenziali da Ricordare
Preparazione mirata fin dalla preselezione, aggiornamento costante sulle norme, sviluppo delle competenze trasversali e digitali, gestione efficace del tempo e dello stress, e soprattutto, una ferrea motivazione e una resilienza incrollabile. Non è un percorso per i deboli di cuore, ma è assolutamente alla vostra portata se lo affrontate con determinazione e intelligenza. Ogni ostacolo è un’opportunità per imparare e diventare più forti. In bocca al lupo a tutti voi, futuri protagonisti della nostra Italia!
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Ma è davvero così difficile superare i concorsi pubblici italiani, o è solo una leggenda metropolitana che ci spaventa un po’ tutti?
R: Ah, bella domanda! Sai, questa è una delle prime cose che mi chiedono sempre le persone quando parliamo di questo argomento. E la mia risposta, basata su anni di osservazioni e chiacchiere con centinaia di candidati (e qualche vincitore!), è questa: sì, sono tosti, ma non impossibili!
Il punto è che il livello di difficoltà è aumentato, e non di poco. Non è più come una volta, quando magari bastava un’infarinatura generale per farcela.
Oggi, la Pubblica Amministrazione cerca figure sempre più specializzate, e questo si riflette nelle prove. Le preselettive, ad esempio, sono diventate un vero e proprio campo di battaglia, con quiz logici e di cultura generale che richiedono velocità e precisione.
E poi, le prove scritte e orali, a volte, sembrano fatte apposta per metterti in crisi con quesiti molto specifici o casi pratici complessi. Ho visto persone preparatissime incagliarsi su un dettaglio o sulla gestione del tempo.
Ma non voglio demoralizzarvi, anzi! Questo significa semplicemente che serve un approccio più strategico e una preparazione mirata, quasi “sartoriale”, su quello che il bando richiede.
La concorrenza c’è, è innegabile, ma con l’impegno giusto e i materiali adatti, la montagna si può scalare. È una sfida, certo, ma con la giusta mentalità e una buona dose di caparbietà, il posto dei sogni può diventare realtà.
D: Quali sono gli errori più comuni che vedo commettere durante la preparazione o proprio il giorno dell’esame, e come possiamo evitarli?
R: Guarda, dopo aver seguito tante storie, posso dirti che ci sono alcuni “tranelli” in cui quasi tutti, prima o poi, rischiano di cadere. Il primo, e forse il più subdolo, è sottovalutare l’importanza delle prove preselettive.
Molti si concentrano subito sulle materie specifiche, dimenticando che senza superare lo scoglio iniziale, tutto il resto è vano. E lì, ahimè, la logica e la cultura generale possono fare brutti scherzi se non allenate con costanza.
Un altro errore clamoroso è non leggere bene il bando. Sembra banale, vero? Invece, credimi, non lo è affatto!
Ci sono dettagli cruciali sulle materie, sui punteggi, sui requisiti che spesso sfuggono e possono costare caro. Ho visto candidati prepararsi per mesi su argomenti secondari, tralasciando quelli che avrebbero fatto la differenza.
Poi c’è la gestione del tempo: sia nello studio, dilazionando troppo o concentrando tutto all’ultimo minuto, sia durante la prova stessa. Molti si fanno prendere dal panico e perdono minuti preziosi.
E qui mi viene in mente un consiglio d’oro: simula, simula, simula! Fai tantissime prove a tempo, in modo da abituarti alla pressione. Infine, non sottovalutare l’aspetto psicologico.
L’ansia può giocare brutti scherzi. Un buon equilibrio tra studio e riposo, magari con qualche piccolo svago, è fondamentale per mantenere la lucidità e la concentrazione fino alla fine.
D: Con i concorsi in continua evoluzione e sempre più digitali, come si fa a prepararsi al meglio oggi per avere davvero una marcia in più?
R: Eccoci al punto cruciale, quello che fa la differenza tra un tentativo e un successo! Visto che il mondo dei concorsi è in costante muto, e la Pubblica Amministrazione si sta digitalizzando a ritmi serrati, la preparazione non può più essere statica.
Il mio consiglio numero uno è: sii flessibile e aggiornato! Non limitarti ai vecchi manuali, anche se restano una base importante. Cerca corsi online specifici, piattaforme che offrono simulazioni aggiornate e newsletter specializzate.
Molti concorsi, infatti, prevedono ora prove di informatica avanzata e inglese, competenze che devi padroneggiare. Non basta sapere la teoria, devi dimostrare di saperle applicare.
E parlando di applicazione, le soft skills, le famose “competenze trasversali”, stanno diventando sempre più determinanti. Capacità di problem solving, comunicazione efficace, lavoro di squadra: tutte cose che, magari, non trovi scritte nei codici, ma che vengono valutate, a volte, anche in sede di colloquio o durante prove pratiche.
La mia esperienza mi dice che chi si distingue non è solo quello che sa di più, ma quello che sa anche presentarsi meglio, che ha una visione più ampia e che dimostra proattività.
Investire in formazione continua, anche al di fuori delle materie strettamente concorsuali, può darti quel “plus” che ti farà brillare agli occhi della commissione.
Ricorda, non è solo una gara di memoria, ma anche una gara di attitudine e visione!




