Ciao a tutti voi, futuri o attuali punti di riferimento del settore pubblico! Lo so, la burocrazia può sembrare un labirinto, e mantenere una qualifica professionale, specialmente quella di Amministratore Pubblico, spesso genera più dubbi che certezze.
Mi è capitato tante volte di sentir dire: “Ma davvero devo fare questi corsi? E se salto un anno, che succede?”. Tranquilli, non siete soli!
Nel mondo dinamico della Pubblica Amministrazione italiana, restare aggiornati non è solo una buona pratica, è un vero e proprio obbligo, e dal 2025, le regole saranno ancora più chiare e stringenti con un minimo di 40 ore di formazione annue previste per i dipendenti pubblici, focalizzate anche su transizione digitale ed ecologica.
Insomma, non si tratta più solo di “fare bella figura”, ma di essere preparati per le sfide future e garantire servizi sempre migliori ai cittadini. Ho dedicato un bel po’ di tempo a scavare a fondo tra direttive e normative più recenti per offrirvi una guida chiara e, soprattutto, utile.
Credetemi, capire bene questi meccanismi può fare la differenza non solo per la vostra carriera, ma anche per evitare spiacevoli sorprese. Quindi, se siete curiosi di scoprire esattamente quali sono i requisiti, come non cadere in errore e quali opportunità offre la formazione continua per il vostro futuro, ho preparato una panoramica che sono sicuro vi piacerà.
Iniziamo subito a fare chiarezza su tutti questi punti!
Le Nuove Regole del Gioco: Cosa Ci Aspetta dal 2025

Amici colleghi, preparatevi! Dal 2025, il panorama della formazione per noi dipendenti pubblici cambierà in modo significativo, e credetemi, è una rivoluzione che ci riguarda tutti.
La cosiddetta “Direttiva Zangrillo 2025” ha messo nero su bianco un obbligo che, a mio avviso, è anche una grande opportunità: un minimo di 40 ore di formazione annue a persona.
Sì, avete letto bene, quaranta ore! Non è più una cosa “carina da fare se c’è tempo”, ma un impegno concreto e misurabile, un vero e proprio obiettivo di performance per le nostre amministrazioni.
Ho avuto modo di approfondire la normativa e mi sono reso conto di quanto questo sia un passo avanti gigantesco per la valorizzazione del capitale umano nella Pubblica Amministrazione italiana.
L’obiettivo, come ci ha spiegato il Ministro Zangrillo, non è solo “fare numero”, ma garantire che ciascuno di noi abbia le competenze necessarie per affrontare le sfide di un mondo che cambia a velocità impressionante.
Penso a quante volte ci siamo trovati impreparati di fronte a un nuovo software o a una normativa complessa. Bene, da ora in poi, avremo il supporto per non sentirci più “soli in trincea”.
È un segnale forte che la PA crede in noi e vuole darci gli strumenti per essere sempre al top.
Formazione Obbligatoria: Un Diritto e un Dovere
La nuova direttiva sancisce chiaramente che la formazione è sia un diritto sia un dovere. Significa che non solo le amministrazioni devono offrirci queste ore, ma noi abbiamo la responsabilità di coglierle.
Non è un sacrificio di tempo, ma un investimento su noi stessi. Immaginate di poter finalmente dedicare del tempo strutturato all’apprendimento di quelle competenze che sentite di aver bisogno, o di quelle che vi incuriosiscono di più.
Questo approccio è pensato per farci crescere professionalmente e, di conseguenza, migliorare la qualità dei servizi che offriamo ai cittadini. Ho sempre creduto che un dipendente formato e motivato sia il miglior biglietto da visita per un’amministrazione.
E questa direttiva va proprio in quella direzione, rendendo la formazione un pilastro per l’efficienza e l’efficacia del servizio pubblico.
Performance e Responsabilità dei Dirigenti
Un aspetto che mi ha colpito particolarmente è il ruolo centrale che viene attribuito ai dirigenti. Saranno loro i veri responsabili di assicurare che ogni dipendente riceva la formazione necessaria, e la mancata garanzia di queste opportunità potrà influire negativamente sulla loro valutazione di performance, con possibili riduzioni dei premi di risultato.
Questo è un cambio di passo epocale! Non è più solo una questione di budget o di logistica, ma un vero e proprio impegno strategico. Da dipendente, mi fa sentire più tutelato e valorizzato sapere che i miei superiori avranno un interesse diretto nella mia crescita professionale.
Crea un circolo virtuoso in cui la formazione diventa un obiettivo condiviso, dal vertice alla base, e questo, per la nostra PA, è oro.
Syllabus e Percorsi Personalizzati: La Tua Mappa nel Labirinto Formativo
Quando si parla di 40 ore di formazione all’anno, la prima domanda che mi viene in mente è: “Dove trovo tutti questi corsi? E come faccio a scegliere quelli giusti per me?”.
Beh, la risposta è chiara: la piattaforma “Syllabus”. Ve la presento, se non la conoscete già, come il nostro nuovo migliore amico in questo percorso di crescita.
Syllabus è un vero e proprio hub digitale, un portale che aggrega un’offerta formativa vastissima, con percorsi personalizzati pensati per ciascuno di noi.
L’idea è quella di creare un “ecosistema formativo continuo” che risponda alle esigenze di tutti, dai neoassunti ai dirigenti con anni di esperienza. La cosa che trovo geniale è che non si tratta di un pacchetto standard per tutti, ma di un sistema che, dopo una valutazione iniziale delle tue competenze e delle eventuali lacune, ti propone i corsi più adatti a te.
Un po’ come avere un personal trainer per la tua carriera in PA! Io, ad esempio, ho scoperto corsi su tematiche che non avrei mai pensato potessero essermi utili e che invece mi hanno aperto un mondo.
L’Offerta Formativa: Un Mondo di Conoscenze a Portata di Click
Il catalogo di Syllabus è in continuo aggiornamento e offre corsi su una miriade di argomenti. Si va dalle competenze di base, come l’uso consapevole delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nel lavoro pubblico, a quelle più specialistiche, come la progettazione e l’implementazione di soluzioni digitali.
Ma non solo! Ci sono anche corsi sulle soft skills, la leadership, l’etica e la trasparenza. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e per ogni esigenza.
E la flessibilità è un altro grande plus: molti corsi sono in modalità FAD (Formazione A Distanza) asincrona, il che significa che puoi seguirli quando vuoi, dal tuo ufficio o da casa, adattandoli ai tuoi ritmi e ai tuoi impegni.
Questo, per me che ho una vita un po’ incasinata, è fondamentale. Poter gestire la formazione in autonomia rende tutto più semplice e meno stressante.
Digital Badge: Riconoscere il Tuo Valore
Un’altra novità interessante sono i Digital Badge. Questi “distintivi digitali” attestano le competenze che acquisiamo e i traguardi raggiunti attraverso i percorsi formativi.
È un modo concreto e moderno per certificare il nostro valore e rendere visibili le nostre capacità. Immaginate di poter mostrare, in modo immediato e riconosciuto, tutte le nuove competenze che avete acquisito.
Non è solo un pezzo di carta in più, ma un modo per valorizzare il nostro percorso professionale e, perché no, aprire nuove prospettive di carriera. È un passo importante verso una PA che riconosce e premia l’impegno e la crescita individuale.
Transizione Digitale ed Ecologica: Non un Semplice Buzzword, Ma il Nostro Pane Quotidiano
Sentite spesso parlare di “transizione digitale” e “transizione ecologica”, vero? A volte sembrano termini un po’ astratti, di cui si discute tanto nei corridoi ma che poi difficilmente trovano un’applicazione pratica nel nostro lavoro di tutti i giorni.
Invece, con la nuova direttiva, queste due transizioni diventano i pilastri fondamentali della nostra formazione. E, lasciatemelo dire, è una cosa fantastica!
Il mondo intorno a noi cambia, e la PA non può rimanere ferma. Siamo chiamati a essere agenti di questo cambiamento, a modernizzare i servizi e a renderli più sostenibili.
Ho partecipato a un corso sulla digitalizzazione dei processi e ho capito quanto sia cruciale non solo imparare a usare nuovi strumenti, ma anche a pensare “in digitale”, a semplificare e ottimizzare.
E la transizione ecologica? Beh, è il futuro del nostro pianeta e della nostra società. Anche nelle piccole azioni quotidiane, nel nostro ufficio, possiamo fare la differenza se abbiamo le giuste conoscenze.
Competenze Digitali: La Lingua del Futuro
Non c’è scampo, la lingua del futuro è il digitale. Dalle competenze di base, come l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale per l’organizzazione del lavoro, a quelle più avanzate per la gestione dei dati e la cybersicurezza, la formazione ci darà gli strumenti per non restare indietro.
Io stesso mi sono ritrovato a dover imparare a usare piattaforme nuove di zecca, e all’inizio ammetto di aver fatto un po’ fatica. Ma con i corsi giusti, e un po’ di buona volontà, ho scoperto un mondo di possibilità che ha reso il mio lavoro più efficiente e, oserei dire, più interessante.
La direttiva, infatti, mira a raggiungere entro il 2025 il 75% dei dipendenti pubblici formati sulle competenze digitali. Questo significa che l’onda digitale ci travolgerà tutti, ma in senso positivo, dotandoci delle capacità per navigare in questo nuovo mare.
Sostenibilità: Il Nostro Contributo al Pianeta
La transizione ecologica non riguarda solo le grandi politiche ambientali, ma anche il nostro modo di lavorare. Ridurre lo spreco, ottimizzare le risorse, promuovere pratiche più sostenibili: sono tutti aspetti su cui la formazione ci aiuterà a fare la nostra parte.
Non è solo un dovere civico, ma anche un’opportunità per rendere le nostre amministrazioni più efficienti e innovative. Pensate a quanto un piccolo cambiamento nelle nostre abitudini lavorative, moltiplicato per migliaia di dipendenti, possa avere un impatto enorme.
Io ho scoperto, ad esempio, come ottimizzare l’uso della carta e ridurre il consumo energetico nel mio ufficio dopo un corso sulla sostenibilità. Sono piccole cose, ma che messe insieme fanno la differenza.
Il Ruolo Cruciale dei Dirigenti: Formazione come Obiettivo di Performance
Come abbiamo già accennato, la nuova direttiva non si limita a stabilire un obbligo per noi dipendenti, ma ridefinisce in maniera profonda il ruolo dei nostri dirigenti.
Non sono più solo dei supervisori, ma diventano veri e propri “gestori” del capitale umano, con la responsabilità diretta di assicurare la nostra crescita professionale.
E questa non è una cosa da poco! È un cambiamento culturale che spero si radichi velocemente in tutte le amministrazioni. Ricordo ancora quando la formazione era vista come un costo, un qualcosa da tagliare.
Oggi, invece, è un investimento strategico, e i dirigenti sono chiamati a essere i principali promotori di questa visione. Credo fermamente che un buon dirigente sia colui che si preoccupa della crescita dei suoi collaboratori, perché sa che il loro successo è anche il successo dell’intera squadra e, in ultima analisi, dell’amministrazione stessa.
Un Obiettivo Misurabile per i Leader
La formazione diventa un obiettivo di performance concreto e misurabile per i dirigenti. Questo significa che dovranno pianificare, gestire e valutare le attività formative, assicurandosi che siano funzionali al raggiungimento degli obiettivi strategici dell’amministrazione e che abbiano un impatto reale sulla creazione di valore pubblico.
Non si tratta più di firmare qualche autorizzazione, ma di un coinvolgimento attivo e di una vera e propria responsabilità. Mi immagino dirigenti che, con la stessa passione con cui monitorano i progetti, seguiranno anche il nostro percorso formativo.
Questa è la PA che vogliamo, una PA che investe sulle persone.
Promuovere una Cultura della Formazione Continua
Oltre agli aspetti formali, i dirigenti avranno il compito di promuovere una vera e propria cultura della formazione continua. Questo significa incoraggiare la partecipazione, facilitare l’accesso ai corsi, creare un ambiente in cui l’apprendimento sia visto come un valore aggiunto e non come un intralcio al lavoro quotidiano.
Un mio vecchio capo diceva sempre: “Se non impariamo qualcosa di nuovo ogni giorno, stiamo andando indietro”. E aveva ragione. I dirigenti devono essere i primi a crederci e a trasmettere questo entusiasmo ai propri team.
Se la formazione viene vissuta come un’opportunità di crescita e non come un mero adempimento, l’impatto sarà enormemente positivo per tutti.
Investire su Noi Stessi: I Vantaggi che Vanno Oltre l’Obbligo
Amici, lo so che l’idea di 40 ore di formazione obbligatoria può sembrare, all’inizio, un peso in più. Ma vi assicuro, per esperienza personale e per quello che ho visto in giro, che è un investimento prezioso su noi stessi.
Non pensiamola solo come un “dovere da adempiere”, ma come un’opportunità unica per crescere, migliorarci e, in fondo, stare meglio nel nostro ambiente di lavoro.
Ho avuto la fortuna di seguire diversi corsi negli anni, e ogni volta ho imparato qualcosa di nuovo, non solo a livello tecnico, ma anche umano. Mi sono sentito più sicuro delle mie capacità, più motivato e, diciamocelo, anche più “appetibile” professionalmente.
In un mercato del lavoro in continua evoluzione, la formazione continua è la nostra migliore assicurazione.
Crescita Professionale e Nuove Opportunità
Non è un segreto che acquisire nuove competenze e approfondire quelle esistenti apra porte inaspettate. La formazione può aiutarci a ricoprire ruoli più complessi, ad accedere a posizioni di maggiore responsabilità o semplicemente a svolgere il nostro lavoro quotidiano con più efficacia e soddisfazione.
Magari scopriamo una passione per un ambito che prima non avevamo considerato, o ci accorgiamo di avere un talento nascosto. Ho un collega che, grazie a un corso sulle competenze digitali, è diventato il punto di riferimento del suo ufficio per tutte le questioni informatiche.
La sua professionalità è cresciuta a dismisura, e con essa la sua autostima e il suo valore per l’amministrazione. Non sottovalutiamo mai il potere della conoscenza.
Benessere Lavorativo e Valore Personale
Essere aggiornati e competenti non solo ci rende più bravi nel nostro lavoro, ma contribuisce anche al nostro benessere lavorativo. La sensazione di padroneggiare le sfide, di essere preparati di fronte ai cambiamenti, riduce lo stress e aumenta la soddisfazione.
E non è solo una questione di competenze tecniche. Molti corsi, come quelli sulle soft skills o sulla gestione del tempo, ci aiutano a migliorare la nostra qualità della vita lavorativa e, di riflesso, anche quella personale.
Sentirsi valorizzati e in grado di dare un contributo significativo è fondamentale per la nostra motivazione e per creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo.
La “Piramide della Formazione”: Un Sistema Integrato per Ogni Esigenza

Per rispondere in modo efficace ai diversi fabbisogni formativi che emergono nella nostra Pubblica Amministrazione, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha ideato un modello che mi piace definire la “piramide della formazione”.
Non è una novità dell’ultim’ora, ma un approccio strutturato che si sta consolidando e che, con la direttiva 2025, trova nuova linfa e chiarezza. Immaginate questa piramide come un percorso che parte dalla base, accessibile a tutti, e sale verso livelli di specializzazione e leadership sempre più alti.
È un’architettura formativa pensata per accompagnare ogni dipendente in ogni fase della sua carriera, garantendo un aggiornamento costante e mirato. È la dimostrazione che non si naviga a vista, ma c’è una strategia ben definita dietro a tutto questo.
Dalla Base alle Cime: Ogni Livello Ha la Sua Formazione
Alla base della piramide, troviamo la piattaforma Syllabus, con la sua offerta vastissima di corsi accessibili a tutti i dipendenti. Qui si acquisiscono e si rafforzano le competenze essenziali, quelle che ci permettono di operare in un contesto sempre più digitale e complesso.
Salendo, incontriamo programmi come “PerForma PA”, che con investimenti significativi (pensate a 20 milioni di euro!), supporta le amministrazioni territoriali nella realizzazione di percorsi formativi specialistici.
Ancora più in alto, c’è il progetto “Leadership e Performance”, rivolto ai dirigenti per rafforzare le loro capacità manageriali e di guida dei processi di innovazione.
E al vertice? Il corso di alta formazione “Essere PA”, pensato per promuovere un approccio basato sul pensiero critico e la gestione della complessità.
È un sistema completo, che non lascia nessuno indietro e offre opportunità di crescita a tutti i livelli.
La Rete del Sapere: SNA, Formez PA e Poli Territoriali
Questa piramide non si regge solo su Syllabus. Dietro c’è una rete robusta di enti e istituzioni che collaborano per offrire una formazione di qualità.
Parlo della Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), di Formez PA e dei Poli formativi territoriali. Sono tutti attori fondamentali che contribuiscono a rendere l’offerta formativa ricca, diversificata e sempre all’avanguardia.
Ho avuto modo di conoscere alcuni formatori di Formez PA, e la loro professionalità e passione sono contagiose. Non sono semplici erogatori di corsi, ma veri e propri esperti che ci guidano in questo percorso.
La collaborazione tra questi enti garantisce che le nostre esigenze siano coperte a 360 gradi, con un occhio sempre attento alle novità e alle migliori pratiche.
Evitare gli Scivoloni: Errori Comuni e Come Stargli Lontano
Dai, ammettiamolo, a volte la burocrazia ci mette alla prova, e anche la formazione, se non affrontata con la giusta mentalità, può trasformarsi in un ostacolo.
Ho visto colleghi fare errori banali che hanno complicato inutilmente le cose, e altri che invece hanno saputo navigare le acque della formazione con astuzia e lungimiranza.
Ecco perché, basandomi sulla mia esperienza e su quello che ho imparato stando “sul campo”, voglio darvi qualche dritta per evitare gli scivoloni più comuni e vivere al meglio questa nuova fase.
Non si tratta solo di rispettare le scadenze, ma di ottimizzare il tempo e trarre il massimo beneficio da ogni ora di formazione.
Non Ridurre la Formazione a un Obbligo Formale
Il primo e più grande errore è considerare le 40 ore solo come un adempimento formale, da spuntare sulla lista. Se affrontiamo i corsi con svogliatezza, solo per “far passare il tempo”, stiamo perdendo un’enorme opportunità.
Ho visto persone iscriversi a corsi a caso, senza un vero interesse, solo per raggiungere il monte ore. Risultato? Tempo sprecato per loro e per l’amministrazione.
Invece, pensate a questo tempo come a un’occasione per acquisire qualcosa di concreto, che vi renda più efficaci nel vostro lavoro o che semplicemente arricchisca il vostro bagaglio personale.
Selezionate i corsi che vi interessano davvero, che rispondano a un vostro fabbisogno reale o a una vostra curiosità.
Monitorare il Proprio Percorso e le Scadenze
Con l’introduzione dell’obbligo, è fondamentale tenere traccia delle ore di formazione svolte e delle scadenze. La piattaforma Syllabus ci aiuta in questo, ma è importante anche una nostra proattività.
Ho un calendario dedicato solo alle scadenze formative, così non mi perdo nulla. Ricordo un collega che, per distrazione, si ritrovò a dover recuperare un sacco di ore all’ultimo minuto, con una corsa contro il tempo che gli causò un sacco di stress.
Non fatevi trovare impreparati! La formazione è un processo continuo, e monitorare i propri progressi è parte integrante di questo percorso.
Un Investimento su Te Stesso: I Vantaggi che Forse Non Immagini
Amici, permettetemi di essere diretto: la formazione continua, soprattutto in un contesto come quello della Pubblica Amministrazione di oggi, non è solo un obbligo normativo, ma un vero e proprio investimento su voi stessi, con vantaggi che vanno ben oltre quello che si può immaginare a prima vista.
Ho visto persone trasformarsi, acquisire una nuova motivazione e addirittura cambiare completamente la propria traiettoria professionale grazie a un percorso di aggiornamento mirato.
Non pensate solo al “pezzo di carta”, ma al valore intrinseco che acquisite, al bagaglio di competenze e, soprattutto, alla nuova fiducia in voi stessi.
Migliorare la Qualità del Lavoro e l’Efficienza
Sembra scontato, ma più siamo formati, più il nostro lavoro diventa di qualità ed efficiente. Un corso sulla gestione documentale digitale mi ha permesso di ridurre i tempi di archiviazione di quasi la metà, liberando tempo prezioso per attività più strategiche.
E non è solo una questione di velocità, ma anche di accuratezza e di riduzione degli errori. Un dipendente ben formato è un dipendente che commette meno sviste, che sa come affrontare le situazioni complesse e che contribuisce attivamente al buon funzionamento dell’intera macchina amministrativa.
Questo si traduce in servizi migliori per i cittadini e in un ambiente di lavoro più sereno per tutti.
Networking e Condivisione di Buone Pratiche
La formazione non è solo imparare da un docente, ma anche un’occasione preziosa per fare networking con colleghi di altre amministrazioni o di altri uffici.
Ho stretto amicizie e collaborazioni importanti durante i corsi, scambiando esperienze e “trucchi del mestiere” che si sono rivelati utilissimi. È incredibile quanto si possa imparare anche solo confrontandosi con chi affronta sfide simili alle nostre, ma con approcci diversi.
Questi scambi di buone pratiche sono un valore aggiunto inestimabile, che spesso non viene considerato ma che arricchisce il nostro bagaglio professionale e relazionale.
Consigli da Amico: Come Affrontare al Meglio Questa Nuova Era
Bene, siamo arrivati al dunque. Dopo aver passato in rassegna le novità, le opportunità e qualche “trappola” da evitare, voglio lasciarvi con qualche consiglio da amico, da uno che come voi vive la Pubblica Amministrazione ogni giorno.
Non sono regole scolpite nella pietra, ma suggerimenti dettati dall’esperienza e dalla voglia di vedere tutti noi eccellere in questa nuova fase. Ricordatevi, non siete soli in questo percorso, e ci sono risorse e persone pronte ad aiutarvi.
L’importante è avere l’approccio giusto e la curiosità di mettersi in gioco.
Pianifica il Tuo Percorso Fin Da Subito
Non aspettare l’ultimo minuto per raggiungere le 40 ore. Inizia a pianificare il tuo percorso formativo fin dai primi mesi dell’anno. Dai un’occhiata all’offerta di Syllabus, parla con i tuoi dirigenti, valuta quali sono le competenze che ti mancano o che vorresti rafforzare.
Ho imparato che dedicare un’ora o due a settimana alla formazione è molto più efficace che ritrovarsi a dover fare una “maratona” di corsi all’ultimo.
Un approccio proattivo ti permetterà di scegliere con calma, di approfondire gli argomenti che ti interessano davvero e di distribuire il carico di lavoro in modo equilibrato.
Sii Curioso e Proattivo
La curiosità è il motore dell’apprendimento. Non fermarti ai corsi “obbligatori”, ma esplora l’offerta formativa, cerca argomenti che ti appassionano, anche se a prima vista sembrano distanti dal tuo lavoro quotidiano.
Spesso, le competenze più inaspettate sono quelle che ci aprono le porte a nuove opportunità. E sii proattivo: se vedi una lacuna formativa nel tuo ufficio o nella tua amministrazione, proponi un corso, cerca soluzioni.
I dirigenti, come abbiamo visto, sono incentivati a promuovere la formazione, quindi cogli l’occasione! Questo non solo ti renderà un professionista migliore, ma ti farà anche notare per il tuo spirito d’iniziativa.
| Aspetto | Descrizione | Impatto dal 2025 |
|---|---|---|
| Ore di Formazione Obbligatoria | Monte ore minimo di formazione per ciascun dipendente pubblico. | Minimo 40 ore annue pro capite. |
| Aree Tematiche Prioritarie | Ambiti su cui si concentra principalmente la formazione. | Transizione digitale, transizione ecologica, leadership, soft skills, etica e trasparenza. |
| Piattaforma Principale | Strumento per la gestione e l’erogazione dei percorsi formativi. | Syllabus, per corsi personalizzati e monitoraggio delle competenze. |
| Ruolo dei Dirigenti | Responsabilità e coinvolgimento nella formazione del personale. | La formazione diventa obiettivo di performance misurabile per i dirigenti. |
| Finanziamenti | Risorse economiche a supporto della formazione. | PNRR e fondi dedicati per percorsi specializzati (es. PerForma PA). |
Conclusione
Amici, siamo giunti alla fine di questo viaggio attraverso le novità che ci attendono dal 2025. Spero di avervi trasmesso l’entusiasmo che provo per questa Direttiva Zangrillo.
Credetemi, non è un semplice adempimento burocratico, ma una vera e propria rivoluzione che ci pone al centro dell’attenzione, riconoscendo il nostro valore e la nostra sete di crescita.
È un’opportunità unica per ognuno di noi di investire su se stessi, di arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e di contribuire con maggiore consapevolezza e competenza al servizio pubblico.
Affrontiamo questo cambiamento con la mente aperta e la voglia di imparare, perché il futuro della nostra Pubblica Amministrazione passa anche dalla nostra formazione.
Ricordate, ogni ora dedicata all’apprendimento è un passo in avanti per la vostra carriera e per il benessere di tutti.
Informazioni Utili da Sapere
1. Pianificate il vostro percorso in anticipo: Non aspettate l’ultimo minuto per raggiungere le 40 ore. Consultate la piattaforma Syllabus fin dai primi mesi dell’anno e individuate i corsi più in linea con le vostre esigenze e ambizioni. Una buona pianificazione vi eviterà stress inutili e vi permetterà di scegliere con calma.
2. Sfruttate al massimo Syllabus: È una risorsa incredibile e personalizzata. Non limitatevi ai corsi suggeriti, ma esplorate il catalogo completo. Troverete percorsi che potrebbero sorprendervi e aprire nuove prospettive professionali in ambiti che non avevate considerato.
3. Dialogate con i vostri dirigenti: La formazione è anche un loro obiettivo di performance. Parlate con i vostri superiori delle vostre esigenze formative, proponete corsi o aree di interesse. Un confronto aperto può aiutarvi a costruire un percorso più efficace e allineato alle necessità dell’ufficio.
4. Concentratevi sulle transizioni: Digitale ed ecologica non sono solo parole alla moda, ma le direttrici del nostro futuro lavorativo. Investire in queste competenze vi renderà più resilienti, innovativi e pronti ad affrontare le sfide che verranno, rendendovi figure professionali indispensabili.
5. Vedetela come crescita personale: Oltre ai vantaggi professionali, la formazione continua arricchisce anche la vostra persona. Acquisire nuove conoscenze, migliorare le soft skills, confrontarsi con altri colleghi: tutto questo contribuisce al vostro benessere, alla vostra autostima e alla soddisfazione lavorativa.
Punti Chiave da Ricordare
La Direttiva Zangrillo 2025 rivoluziona la formazione nella Pubblica Amministrazione italiana, introducendo l’obbligo di un minimo di 40 ore annue di formazione per ciascun dipendente. Questa iniziativa mira a potenziare le competenze, con un focus particolare sulle transizioni digitale ed ecologica, considerate pilastri fondamentali per la modernizzazione della PA. La piattaforma Syllabus si conferma come lo strumento centrale per l’accesso a un’offerta formativa vasta e personalizzata, consentendo ai dipendenti di acquisire nuove abilità e ottenere Digital Badge che attestano i traguardi raggiunti. Un aspetto cruciale è il nuovo ruolo dei dirigenti, che diventano diretti responsabili della formazione dei loro team, con questa attività che incide sulla loro valutazione di performance e sui premi di risultato. Questo approccio integrato, che coinvolge anche enti come la SNA e Formez PA, trasforma la formazione da mero adempimento a investimento strategico sul capitale umano, promuovendo una cultura di apprendimento continuo e di valorizzazione delle professionalità interne, essenziale per un servizio pubblico più efficiente e innovativo.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Cosa cambia esattamente con l’obbligo formativo per i dipendenti pubblici dal 2025 e a chi si applica questo “minimo di 40 ore”?
R: Allora, amici della Pubblica Amministrazione, capisco benissimo che l’introduzione di nuovi obblighi possa generare un po’ di confusione o, ammettiamolo, qualche mal di pancia!
Ma vi assicuro, questa novità è un passo importante e, a mio avviso, necessario. Dal 2025, non è più un “forse sarebbe utile” ma un vero e proprio “dovere” aggiornarsi: ogni dipendente pubblico dovrà dedicare un minimo di 40 ore all’anno alla formazione.
E attenzione, non è una formazione generica! Il focus principale sarà sulla transizione digitale e quella ecologica. Questo significa che i corsi dovranno aiutarci a padroneggiare gli strumenti digitali, a capire come integrare la sostenibilità nel nostro lavoro quotidiano e a rendere la PA più efficiente e moderna.
Pensateci, è un’occasione d’oro per non restare indietro e per dare un contributo concreto al cambiamento. Questa direttiva si applica praticamente a tutti noi, dalla segretaria al dirigente, perché l’obiettivo è elevare il livello di competenza generale dell’intera macchina amministrativa.
La mia esperienza mi dice che quando ci si forma con un obiettivo chiaro, i benefici si vedono subito, sia per noi che per i cittadini che serviamo.
D: Se per qualche motivo, tra lavoro e vita privata, non riesco a completare tutte le 40 ore di formazione annuali, ci sono delle vere conseguenze? Cosa rischio?
R: Questa è una domanda che mi è stata posta tantissime volte, ed è lecito preoccuparsi! La vita è imprevedibile, lo sappiamo tutti. Formalmente, il mancato rispetto dell’obbligo formativo può avere delle ripercussioni.
Non stiamo parlando di sanzioni dirette e punitive come una multa, ma piuttosto di conseguenze sul percorso di carriera e sulla valutazione della performance.
Il tuo percorso di sviluppo professionale, la possibilità di accedere a ruoli di maggiore responsabilità o anche semplicemente le valutazioni annuali potrebbero risentirne.
Le ore di formazione sono, infatti, un indicatore importante della tua proattività e della tua volontà di contribuire al miglioramento della PA. Dal mio punto di vista, ho notato che le amministrazioni stanno diventando sempre più attente a questi aspetti.
Se ti trovi in difficoltà, il mio consiglio spassionato è di non aspettare l’ultimo minuto: parla subito con il tuo responsabile o con l’ufficio del personale.
Spesso esistono soluzioni flessibili, recuperi o moduli online che possono aiutarti a raggiungere il monte ore. L’importante è dimostrare impegno e proattività, non lasciare che un intoppo si trasformi in un problema più grande.
D: Dove posso trovare corsi validi e riconosciuti che rispettino queste nuove direttive, in particolare per la transizione digitale ed ecologica?
R: Ottima domanda! Trovare i corsi giusti è fondamentale per non sprecare tempo ed energie. Partiamo da una base: la tua stessa amministrazione.
Molte PA, specialmente quelle più strutturate, stanno già attivando percorsi formativi interni o convenzioni con enti esterni per rispondere a questi nuovi obblighi.
È la prima cosa da verificare! Poi, c’è la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA), un punto di riferimento eccellente per la formazione dei dipendenti pubblici, con un’offerta sempre più mirata sui temi della digitalizzazione e della sostenibilità.
Non sottovalutate neanche le Regioni e le Camere di Commercio, che spesso propongono corsi finanziati o a costi agevolati, pensati per le esigenze del territorio e delle sue PA.
E non dimentichiamoci il mondo online! Ci sono piattaforme accreditate che offrono corsi e-learning flessibili, che puoi seguire quando vuoi e da dove vuoi, il che è un grande vantaggio se hai orari complicati.
L’importante è assicurarsi che l’ente formatore sia riconosciuto e che i contenuti siano realmente attinenti ai temi della transizione digitale ed ecologica, come previsto dalla normativa.
Ho visto con i miei occhi quanto una formazione ben mirata possa non solo arricchire il nostro bagaglio professionale, ma anche renderci più entusiasti e motivati nel nostro lavoro quotidiano!




